FUOCOAMMARE

 
Titolo Originale: Fuocoammare
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Gianfranco Rosi
Sceneggiatura: Gianfranco Rosi
Produzione: 21Uno Film Stemal Entertainment con Istituto Luce - Cinecittà e con RAI Cinema
Durata: 108

Samuele, 12 anni, va a scuola, ama tirare con la fionda, andare a caccia e vive sull’isola di Lampedusa, approdo negli ultimi 20 anni di migliaia di migranti in cerca di libertà, una tra le più grandi tragedie umane dei nostri tempi. Il dottor Pietro Bartolo è il medico dell’ambulatorio dell’isola. Ogni giorno assiste ai drammi che i migranti portano con sé dai loro paesi e alle conseguenze, a volte nefaste, dei terribili viaggi che questi ultimi sono costretti ad affrontare

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un film molto toccante dal punto di vista umano, che documenta una realtà drammatica e importante da conoscere per tutti
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene dal forte impatto drammatico, non sono adatte per i più piccoli
Giudizio Tecnico 
 
Un documentario dalla spettacolare fotografia. Splendidi paesaggi e immagini intense, oltre a mostrare la bellezza di quest’isola incantevole, riescono a trasmettere emozioni forti, commoventi e umanamente toccanti. Buono anche il ritmo narrativo, che, sebbene si tratti di un documentario, è equilibrato e coinvolgente. Orso d'oro al Festival di Berlino 2016

Fuocoammare è un film interamente girato senza alcuna sceneggiatura e non perché si tratti di un documentario, ma perché al regista, Gianfranco Rosi, Leone d’Oro a Venezia nel 2013 per Sacro GRA, piace procedere liberamente e lasciare che le scene si sviluppino sotto i suoi occhi con naturalezza mentre le riprende. Per realizzare questo progetto infatti si è trasferito per più di un anno sull’isola di Lampedusa, per immergersi in prima persona nelle atmosfere, nelle abitudini, nelle situazioni del luogo.

Con Fuocoammare Rosi prosegue il suo viaggio attraverso le diverse realtà del mondo e questa volta si dedica all’attualissimo dramma dell’immigrazione. Il film descrive una giornata vissuta sull’isola di Lampedusa attraverso diversi punti di vista. C’è il bambino che si divide tra impegni scolastici e spensierati giochi all’aperto, il medico che crede profondamente nella propria vocazione, la vecchia zia con la sua vita fatta di piccoli e rassicuranti gesti quotidiani, il dj della radio locale e, naturalmente, gli immigrati con le loro storie di dolore, fatica e sofferenza. Ma soprattutto sono i paesaggi, la luce, le immagini e i suoni che raccontano la vita su questa particolarissima isola di confine.

Il risultato è ottimo. Fuocoammare è un documentario dal forte impatto narrativo. Le scene, sebbene a volte lunghe, non annoiano. Il ritmo è equilibrato, si alternano bene momenti fortemente drammatici a passaggi più leggeri e gradevoli. Rosi riesce a trasmettere, attraverso le sue riprese, scene e atmosfere fortemente comunicative e altamente simboliche. Il dramma dello sbarco dei migranti è colto con una profonda partecipazione emotiva ma non scade mai nella ricerca della scena ad effetto. Al contrario, sebbene le immagini e le testimonianze riprese siano spesso dure, nel complesso non risultano mai insostenibili per lo spettatore, che invece è accompagnato alla visione da un equilibrato montaggio.

Il piccolo lampedusano, Samuele, è una presenza di grande effetto sullo schermo, a tratti disarmante. Anche quando appare un po’ meno spontaneo, riesce comunque a creare empatia rispetto allo spettatore. Il suo personaggio, con il suo vissuto semplice e allegro, stempera con delicatezza il dramma dei migranti che si svolge accanto a lui. Nel film è documentato un piccolo problema agli occhi che Samuele deve imparare a gestire; secondo il regista questo difetto nella vista del bambino rappresenta una metafora significativa dell’atteggiamento globale, un po’ miope, rispetto alla enorme tragedia dei migranti.

I racconti del dottor Pietro Bortolo, medico dell’ambulatorio dell’isola, sono invece profondamente coinvolgenti e a tratti sconvolgenti e riescono a far trapelare la portata di una tragedia umana che non può essere descritta attraverso dati e cifre.

La luce e i colori accompagnano e completano la narrazione tanto nei momenti di vita quotidiana vissuti dai residenti dell’isola quanto nei passaggi più crudi che documentano il dolore delle tragiche storie dei migranti e dei loro soccorritori spesso a contatto anche con la morte.

Rosi riesce a riprendere con rispetto e misura anche ciò che potrebbe fare orrore e al tempo stesso fa sentire lo spettatore veramente partecipe di quanto ripreso. Secondo il regista il valore politico di questo lavoro risiede nella sua capacità di far riflettere e riuscire a scuotere le coscienze sulla realtà di Lampedusa e dei tantissimi rifugiati che ogni giorno la attraversano.

I paesaggi spettacolari e le commuoventi scene di Fuocoammare sollecitano molto la sfera emotiva e attraverso questa lanciano un invito alla partecipazione rivolto al mondo, anche se in certi passaggi risultano un po’ ridondanti e didascalici.

 

Autore: Vania Amitrano


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