INSIDE OUT

 
Titolo Originale: Inside Out
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: Pete Docter e Ronnie del Carmen
Sceneggiatura: Pete Docter, Meg LeFauve, Josh Cooley
Produzione: PIXAR ANIMATION STUDIOS
Durata: 94

Quando l’undicenne Riley deve trasferirsi dal Minnesota a San Francisco con la sua famiglia, il centro controllo nella sua testa, guidato dalle emozioni (Gioia, Tristezza, Paura, Collera e Disgusto), va in crisi. Gioia, che ha sempre guidato il gruppo, è preoccupata dallo strano comportamento di Tristezza, che minaccia di rovinare i ricordi più importanti di Riley. Durante l’ennesimo litigio Gioia e Tristezza vengono catapultate insieme a questi nel grande magazzino della memoria, da cui dovranno trovare una strada per tornare. Nel frattempo Riley, in preda ad emozioni che non sa controllare, potrebbe prendere delle decisioni molto gravi…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La piccola Riley confida nei valori della famiglia, dell’amicizia, dello sport di gruppo, anche se per un momento, di fronte a una situazione difficile, sono stati messi in dubbio
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Il film rientra a pieno titolo nel gruppo di grandi capolavori della Pixar. Un film complesso ma nello stesso tempo incredibilmente semplice e diretto

Sono pochi i film che quando escono sugli schermi danno la sensazione di voler sfidare il paradigma prevalente dei racconti cinematografici. Se ci riescono (il caso più recente è forse il capolavoro di Terrence Malik Tree of life con la sua grandiosa ambizione metafisica) diventano dei grandi classici e cambiano per sempre il nostro modo di guardare le storie al cinema. Per quanto possa sembrare eccessivo di fronte ad cartone animato (ma la Pixar ci ha abituato da tempo a grandi cose con gli exploit geniali dei vari Toy Story, di Ratatouille, Up, Wall-e e Gli Incredibili) Inside Out rientra a pieno titolo in questo ristretto gruppo di grandi capolavori.

Quando per la prima volta si sentì parlare di un progetto della Pixar tutto ambientato nella testa di una ragazzina con protagoniste le emozioni, le reazioni furono ancora più perplesse di quelle a un topo che cucinava, un robot  spazzino capace di innamorarsi o di un vecchietto in volo con una casa appesa a dei palloncini.

Quali che fossero le premesse Inside Out si rivela un viaggio meraviglioso, imprevedibile e familiare al tempo stesso, all’interno della psiche umana, dei suoi meccanismi profondi e delle sue inaspettate risorse. Un viaggio capace di farci riscoprire il valore e la complessità della memoria, le sfide della crescita, il senso del dolore e l’importanza dei rapporti costitutivi per la crescita della persona.

Tutto questo potrebbe suonare un po’ astratto e non adatto a un pubblico di bambini e invece in Inside out complesse teorie delle neuroscienze si traducono in una trama scoppiettante e invenzioni visive sorprendenti, come la zona del pensiero astratto, che trasforma i nostri eroi in immagini sempre più semplificate avvicinandoli a opere d’arte cubista. Altro pezzo di bravura, tra l’omaggio semiserio a Hollywood e l’ardita metafora, la “fabbrica dei sogni”, una specie di grande studio cinematografico dove gli ingredienti sono desideri e ricordi e le trame hanno la follia anarchica delle fantasie infantili.

Gioia e Tristezza, inizialmente in opposizione e progressivamente sempre più complementari, si muovono in un universo sconosciuto ma familiare, dove scopriamo e riconosciamo elementi comuni all’infanzia di tutti, da un Amico Immaginario disperso tra gli scaffali della memoria (ma destinato ad avere un ruolo centrale) ad un’oscura prigione del subconscio dove di nascondono paure inconfessabili.

Mentre le emozioni lottano per riprendere il controllo di un cuore impazzito, Riley vive la sua piccola grande lotta per adattarsi al trasloco. Non si tratta certo di grandi tragedie, anzi all’apparenza sono drammi minori, ma proprio la straordinaria odissea interiore che le sue emozioni vivono in parallelo ci fa capire quanto epocali possano essere per la vita di un bambino e dell’adulto che diventerà.

Inside Out è un film complesso ma nello stesso tempo incredibilmente semplice e diretto (in un modo che anche i bambini più piccoli potranno apprezzare, magari non cogliendone tutti i sottotesti, ma ci sarà tempo, non abbiamo dubbi che il film si presti a multiple visioni), capace di ricordarci alcune semplici e fondamentali verità che proprio le nostre prime ed elementari esperienze ci hanno insegnato. E lo fa, fedele alla sua identità, emozionandoci profondamente, ma nello stesso tempo restituendo alle emozioni un ruolo di cui la cultura dell’istante di oggi spesso le priva, quello di diventare tasselli di una memoria, che anche se non è sempre e solo felice, è comunque sempre parte di quello che siamo e diventeremo.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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