DIO ESCE ALLO SCOPERTO

 
Titolo Originale: Te puede pasar a ti. Capitulo 2
Paese: Spagna, Messico
Anno: 2012
Regia: Juan Manuel Cotelo
Sceneggiatura: Juan Manuel Cotelo
Produzione: Infinito mas Uno
Durata: 79

Rubén, fin da ragazzo, preferiva giocare con le sue amiche bambine; i giochi dei suoi compagni maschi erano per lui troppo violenti e subiva continue umiliazioni per i suoi atteggiamenti effeminati, finché ormai giovane-adulto, trasferitosi a Guadalajara e poi a Los Angeles, praticò attivamente l’omosessualità travestendosi da donna. Da ragazzo aveva sentito il richiamo della fede ma poi l’aveva abbandonata: era troppo arrabbiato con Dio per avergli reso la vita difficile a causa delle sue inclinazioni. Poi, finalmente, grazie anche a un’organizzazione cattolica, comprese la misericordia di Dio, la felicità di sentirsi amato da Lui: iniziò una nuova vita in castità, impegnato a trasmettere il suo credo ad altre persone nelle sue stesse condizioni.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un ragazzo con inclinazioni omosessuali cerca prima di vivere secondo il suo istinto ma poi abbraccia la fede cattolica, avendo pienamente compreso la misericordia e l’amore divino.
Pubblico 
Adolescenti
Alcuni riferimenti ad ambienti di prostituzione potrebbero non essere indicati per i più piccoli. La produzione sconsiglia la visione ai minori di 16 anni
Giudizio Artistico 
 
Particolarmente coinvolgente la prima parte, che descrive l’esperienza di Rubén, più frammentata la seconda, con varie interviste e dibattiti

La storia di Rubén è la storia di un lungo colloquio. Un colloquio tormentato, continuamente lasciato e poi ripreso ma mai chiuso. Un dialogo fra due persone eccezionali: fra Dio stesso e Rubén, unico agli occhi di Dio, un figlio bisognoso di amorevoli cure come tutti i figli. Tutto questo traspare nella lunga intervista che Rubén concede al regista Juan Manuel Cotelo e che impegna più della metà del film. La prima interruzione rabbiosa di questo colloquio si ebbe quando Rubén seppe di essere un bambino adottato e per questo smise di pregare e di partecipare alla messa. Diventato giovane-adulto, prese a frequentare luoghi dove poteva prostituirsi ma nonostante questo il colloquio continuava, anche se aveva assunto strane forme superstiziose e utilitaristiche: partecipare alla messa delle ceneri come auspicio di protezione divina nonostante la vita che faceva oppure, più tardi, frequentare un gruppo di preghiera per poter trovare, come contraccambio, un lavoro. Era sempre presente in lui la tentazione per una “ribellione definitiva”, quella prometeica di rinnegare il corpo ricevuto per trasformarlo, tramite ormoni, in ciò che voleva essere. Ma Rubén non compì quell’atto perché, nonostante tutto, quel colloquio, così tenue, così a lungo deformato, era la cosa più vera che riusciva a esprimere. Alla fine, dopo la partecipazione a un ritiro, dopo una lunga confessione, Rubén comprese di essere anche lui amato da Dio e oggetto della sua misericordia.

Questo bel racconto di conversione intorno a una problematica, oggetto oggi di dibattiti senza fine, si situa molto bene nella linea espressiva del regista spagnolo Juan Manuel Cotelo (è questo il suo terzo film distribuito in Italia) e negli obiettivi che si è prefissato tramite la casa di produzione Infinito Mas Uno: raccontare in modo facilmente comprensibile che Dio ama tutti, anche quelli che vivono in situazioni difficili e che attende la nostra conversione.

Nel 2010 uscì nelle sale cinematografiche il suo primo documentario, L’ultima cima. In un anno fu visto in 15 paesi da parte di milioni di spettatori, senza che fossero fatti investimenti in pubblicità. Il successo del documentario fece comprendere a Cotelo che era viva l’attesa, nel pubblico, di ascoltare chi potesse parlare di Dio in modo accessibile, anche nei difficili contesti odierni. Terra di Maria è stato il secondo film distribuito in Italia.

Pur affrontando temi diversi, questi film mantengono una certa omogeneità, costituita dalla presenza del regista come narratore. E’ lui che dà l’imprinting al lavoro con il suo tono calmo e tranquillizzante, con la sua capacità di usare parole semplici per esprimere concetti complessi. Nella seconda parte del film diventa lui il protagonista perché inizia a mostrare il filmato dell’intervista a Rubén ad altre persone con inclinazione omosessuale chiedendo loro cosa ne pensano. Si tratta di una fase più didascalica ma importante del film perché traspaiono, dalle risposte che Cotelo riceve, visioni contrastanti. In opposizione alla proposta di Rubén che ha sofferto perché sempre discriminato ma che poi ha trovato conforto nella religione, è possibile l’altra soluzione: che sia la società a “convertirsi” e accetti pienamente che chi ha questa inclinazione possa liberamente esternare i suoi amori, senza complessi di colpa. Allora non ci sarà bisogno di un Dio che non si vede, né di una Chiesa che condanna. In questi frangenti Cotelo è molto bravo perché ricorda che spesso noi abbiamo l’idea di un Dio che agisce come giudice severo, mentre Lui è misericordioso verso tutti e la Chiesa è un ospedale da campo che accoglie ognuno nell’abbraccio del Padre. (sarebbe interessante scoprire se è stato prima Papa Francesco o Cotelo a usare questa espressione).

La terza parte del film è più frammentata, si spezzetta in tante interviste di persone con inclinazione omosessuale che hanno abbracciato la fede e perseguono la virtù della castità, vivendo con il sostegno dell’organizzazione Courage.

Si tratta di una parte altrettanto significativa perché la conversione può essere l’evento di un attimo ma il conservarla e il rafforzarla dura tutta la vita. E’ importante non restare soli ma vivere una vita associativa dove si manifesti la solidarietà fra i partecipanti e ci sia modo di coltivare la propria spiritualità. E’ quello che fa l’associazione cattolica Courage, che è ormai presente in venti paesi nel mondo e che cerca di rendere tangibile la cura della Chiesa per questi figli di Dio..

Dio Esce allo scoperto, sarà disponibile nelle sale Italiane dal 4 novembre 2015 secondo un piano di proiezioni che sarà disponibile su: www.infinitomasuno.it. 

Autore: Franco Olearo


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