APPALOOSA

 
Titolo Originale: APPALOOSA
Paese: USA
Anno: 2008
Regia: Ed Harris
Sceneggiatura: Ed Harris e Robert Knott dal romanzo di Robert Parker
Produzione: Ed Harris, Robert Knott e Gonger Sledge per Groundswell Producitions/Eight Gauge Productions/Axon Films
Durata: 116''
Interpreti: Ed Harris, Viggo Mortensen, Renée Zellweger, Jeremy Irons

Quando Virgil Cole (Harris), sceriffo itinerante, arriva nella cittadina di Appaloosa insieme al suo vice Everett Hitch (Mortensen) impone alcune semplici regole che gli hanno già molte volte permesso di ristabilire la legalità anche grazie alla sua autorevolezza e alla velocità della sua pistola. Quando però Cole arresta Randall Bragg (Irons), un prepotente proprietario terriero che ha ucciso il precedente sceriffo, la vita diventa più difficile, anche perché nel frattempo a incrinare la fermezza dello sceriffo ci si è messa la bella Allie, una vedova dagli affetti incostanti. Fortunatamente Cole può contare sull’amicizia di Hitch che non lo lascerà solo nemmeno quando la sfida di Bragg prenderà una forma ancora più subdola.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il regista-attore-sceneggiatore privilegia lo studio dei personaggi, l’approfondimento dei valori di un mondo al tramonto, la resa di un rapporto di amicizia virile come da tempo non se ne vedevano sul grande schermo
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di violenza
Giudizio Tecnico 
 
Una storia semplice girata in modo semplice, che lascia allo spettatore il tempo di gustare l’umorismo che stempera la tensione delle situazioni ma patisce forse la mancanza di una linea narrativa forte

Un omaggio a un mondo lontano e affascinante e insieme ad un genere cinematografico che fa parte del DNA culturale dell’America. Questo l’intento del regista-attore-sceneggiatore Ed Harris nell’adattare il romanzo di Robert Parker per il grande schermo, privilegiando lo studio dei personaggi, l’approfondimento dei valori di un mondo al tramonto, la resa di un rapporto di amicizia virile come da tempo non se ne vedevano sul grande schermo. Una storia semplice girata in modo semplice, che lascia allo spettatore il tempo di gustare l’umorismo che stempera la tensione delle situazioni.

Nasce così un western dai tempi distesi, in cui i duelli con la pistola e il fucile sono costruiti non come estetizzanti esibizioni di violenza, ma come rapidi e necessari momenti di confronto tra i rappresentanti di una giustizia a volte brutale e delinquenti inclini a imporre il proprio arbitrio, un contesto destinato a mutare con l’arrivo della civiltà, lo stabilizzarsi e il moltiplicarsi delle istituzioni.

Le figure dei due pistoleri, Cole e Hitch, due uomini diversi, ma complementari, sono costruite volutamente l’una in rapporto all’altra: il più anziano e granitico Cole, che subisce però il fascino della vedova Allie e vorrebbe infine mettere radici, e il taciturno Hitch, soddisfatto di fare da secondo a un uomo che è già leggenda e leale fino al midollo, sono due uomini d’altri tempi, certi di poter contare l’uno sull’altro e comprensivi nei confronti dei rispettivi limiti.

All’altro estremo, più del cattivo di turno (un Jeremy Irons che sembra appartenere già ad un’epoca successiva, più complessa e spregiudicata), c’è il personaggio femminile interpretato da una non troppo convincente Renée Zellweger; una sopravvissuta, una donna che vuole solo trovare e conservare un posto sicuro e per farlo è disposta a cambiare fedeltà con grande disinvoltura. Nei suoi confronti, comunque, non è espressa una condanna senza appello, quanto piuttosto una rassegnata comprensione che non impedisce a Cole di prendersi cura di lei.

Il film di Harris patisce forse, a fronte di un ottimo approfondimento dei personaggi, la mancanza di una linea narrativa forte e una certa sovrapposizione di temi (lo slittamento verso un’epoca nuova, con nuove regole e nuovi mezzi per imporle, l’amicizia e l’onore, la malinconia della vecchiaia) che non riescono a trovare uno sbocco unitario.

Nonostante questo resta il piacere di una narrazione che rifiuta le trappole del politically correct, ma non cerca nemmeno di scioccare il pubblico con lo scorretto a tutti i costi; Cole e Hitch non sono cavalieri senza macchia, ma nemmeno farabutti elevati al rango di eroi, mentre alle atmosfere cupe del West sporco e cattivo di Eastwood (Gli spietati) Harris sembra preferire modelli classici come L’uomo che uccise Liberty Valance, pur senza disdegnare le sfumature morali portate dal western moderno di Leone (cita C’era una volta il West).

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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