LA RISPOSTA E' NELLE STELLE

Titolo Originale: The longest ride
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: George Tillman Jr.
Sceneggiatura: Craig Bolotin
Produzione: FOX 2000 PICTURES, TEMPLE HILL ENTERTAINMENT
Durata: 139
Interpreti: Britt Robertson, Scott Eastwood, Alan Alda, Jack Huston, Oona Chaplin

Sophia studia all'Università di Wake Forest, nel Noth Carolina. Si concede poche distrazioni perché vuole mantenersi agli studi tramite borse di studio, dal momento che suoi genitori non sono in grado di aiutarla. Nel North Carolina vanno molto di moda le gare di rodeo su tori. Sophia viene convolta con poca convinzione dalle sue amiche ad assistere ad una di queste gare violente e con l’occasione conosce Luke, il campione locale. I due finiscono presto per innamorarsi ma le loro vite non potrebbero essere più diverse: lui è un uomo che vive delle sue gare nei rodei e della fattoria che ha ereditato dal padre; lei desidera farsi strada nel mondo delle gallerie d’arte e ha ricevuto un’interessante offerta da una gallerista di New York. Una sera Sophia e Luck soccorrono Ira, un anziano che era uscito di strada con la sua macchina. Sophia va a trovarlo periodicamente all’ospedale e ha così modo di conoscere la sua storia: aveva incontrato Ruth poco prima dello scoppio nella guerra e avevano deciso di sposarsi. Partito per il fronte, Ira aveva subito un’infezione che lo aveva reso sterile. Dopo un periodo di indecisione, i due avevano deciso di sposarsi lo stesso ma la loro vita non era stata facile. Le storie delle due coppie finiranno per intrecciarsi…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Due coppie sanno decidere qual è il loro unico amore per tutta la vita, nonostante le difficoltà, ma il racconto si rivela accondiscendente nei confronti dei rapporti prematrimoniali
Pubblico 
Adolescenti
Una scena sensuale ma con nudità parziali
Giudizio Artistico 
 
Il regista è bravo nel ricostruire il mondo dei rodei su toro ma i dialoghi mancano di vivacità. Discreta la prestazione dell’affascinante Scott Eastwood, figlio del grande Clint

“Perché ci hai messo tanto?” chiede Ruth a Ira quando questi le manifesta il desiderio di sposarla. La stessa frase viene pronunciata da Sophia, quando Luke fa la medesima dichiarazione. I film ricavati dai romanzi del prolifico Nicholas Sparks hanno una garanzia di fondo: sono storie di giovani che non cercano l’avventura, la bella occasione di un momento ma sono interessati a una sola cosa: un amore che duri tutta una vita.

Anche i protagonisti presentano un profilo dai contorni ben definiti: sono ragazzi che non hanno grilli per la testa, si mostrano generosi verso gli altri e gestiscono in modo autonomo la propria vita.   In questo racconto, Sophia studia intensamente per mantenersi con delle borse di studio; Luke gareggia per poter trovare i soldi necessari a mantenere la fattoria dove vive ancora sua madre. Un campione di rodeo come protagonista è già una figura insolita rispetto agli standard più impegnativi presenti nelle altre pellicole: Zac Efron in Ho cercato il tuo nome era un ex marines mentre Channing Tatum in Dear John era un membro dei corpi speciali impegnati in Irak.

I maschi sono sempre dei gentiluomini (Lucke si presenta, per il suo primo appuntamento, al college femminile dove abita Sophia con un mazzo di fiori in mano, fra le risatine delle ragazze presenti) mentre  quando la temperatura nel rapporto fra i due inizia a salire, è sempre la donna  che prende l’iniziativa. Il loro modo di esprimersi e di dialogare è costantemente pacato; in modo particolarmente accentuato in quest’ultimo racconto, i dialoghi sono intervallati da istanti di riflessione, quasi a sottolineare, in queste persone sensibili, che ogni fase raggiunge la loro sfera più intima.

La decisione di vivere una vita insieme o il fatto di viverla anche di fronte a difficoltà o a dolorose circostanze non è mai facile e il racconto di Sparks lo ripropone ancora una volta.

Se però, per Ira e Ruth, l’autore  ricorre ancora a una volta all’espediente di ostacoli che ci fanno transitare per le corsie di un ospedale,  Sophia e Luke si trovano di fronte a un problema attualissimo: entrambi lavorano e la coerenza con i loro impegni li porterebbe a vivere distanti. Qualunque sia la difficoltà, i protagonisti prendono la loro decisione di restare uniti solo in ragione di un  fermo proposito che proviene dal profondo della loro anima.

Non si può negare che il rischio di scivolare nel melò zuccheroso sia sempre dietro l’angolo nell’ormai numerosa produzione dello scrittore ma bisogna riconoscere che  spesso la responsabilità è del regista, come in quest’ultimo film, più che nella sceneggiatura,  perché Sparks riesce a ricostruire i contesti (in questo caso i mondo dei rodei e quello degli appassionati d’arte) e il progredire della storia con molta cura .

Occorre comunque riconoscere che questa volta il racconto non riesce a nascondere un eccesso di costruzione, soprattutto nel nodo con cui si arriva alla soluzione finale. Il regista  riproduce con molta efficacia  la tensione insita nelle violente gare di rodeo ma i dialoghi soffrono di mancanza di vivacità.

“E vissero felici e contenti” è il ritornello che chiude ogni favola e lo stesso succede in  tanti film, quasi a sottolineare che quello che accade poco risulta poco interessante. Nicholas Sparks racconta invece con le sue storie, non solo il momento della decisione, ma anche quanto sia spesso difficile mantenere l’impegno preso. Riesce anche a renderlo così interessante da esser riuscito a scrivere romanzi (tramutati quasi sempre dei film) che  possono contare su di  un pubblico fedele e numeroso intorno alle sue storie di amore eterno. Scusate se è poco.

Autore: Franco Olearo


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