IL RE DEI RE (1961)

 
Titolo Originale: King of Kings
Paese: USA
Anno: 1961
Regia: Nicholas Ray
Sceneggiatura: Philip Yordan
Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM)
Durata: 168
Interpreti: Jeffrey Hunter, Siobhan McKenna, Harry Guardino, Ron Randell

Nel 63 aC Pompeo conquista Gerusalemme e profana il tempio. Da quel momento gli ebrei si trovano sotto il giogo romano ma tramano la rivolta. Sul trono della Giudea sale Erode il grande che, con il sostegno dei romani regna con crudeltà. Decide di far uccidere tutti i neonati della Giudea regno appena viene informato dai magi che un futuro re è nato a Betlemme. Giuseppe e Maria con Gesù riescono a fuggire in Egitto. Anni dopo, Erode Antipa è subentrato a suo padre, Maria e Giuseppe sono ora a Nazareth e Gesù è pronto a iniziare la sua missione pubblica. Intanto Barabba, il capo della rivolta ebraica, tende agguati alle truppe romane…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
I momenti principali della vita di Gesù, i suoi miracoli e i suoi discorsi ma la componente storico-politica finisce per soffocare gli aspetti più spirituali del racconto
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Un film spettacolare che punta ad ottenerea una composizione esteticamente valida (anche Gesù sembra soprattutto bello) e che finisce per attenuare i momenti più emozionanti

Il film del ’61 di Nicholas Ray riprende lo stesso titolo del fortunato film del 1927 di Cecil B. DeMille e termina  allo stesso modo, con Gesù che pronuncia la frase tratta dalla fine del vangelo di Matteo: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Ciò accade più semplicemente sulla spiaggia del lago di Tiberiade e non come nel caso del film muto, con l’immagine di Gesù che sovrasta città e fabbriche del mondo moderno.
A parte questa somiglianza sul finale, i due film sono profondamente diversi. Nel lavoro del ‘61 la vita di Gesù è inserita all’interno di una cornice storica molto più ampia. Il racconto inizia dal 63 aC, quando, con la conquista da parte di Pompeo di Gerusalemme, la Giudea diventa un regno vassallo dell’impero romano. Al contempo viene narrato come Erode, un idumeneo, diventi re dei giudei grazie all’appoggio dei romani, governando con astuzia e crudeltà.

Sono antefatti necessari per il modo con cui è stato impostato il racconto, molto incentrato sulle tensioni sociali presenti all’epoca in terra di Palestina: da una parte il dominio romano e dall’altra l’intolleranza della popolazione, che sfocia in azioni di guerriglia cappeggiate da Barabba. La figura di Giuda viene inquadrata in questo contesto: desideroso di ottenere il  riscatto del suo popolo, vede in Gesù una figura carismatica in grado di poter diventare re e riuscire, con metodi pacifici, a ridare libertà al suo popolo. Il tradimento di Giuda sarebbe stato un suo tentativo di forzare la mano al Messia in modo da indurlo a impiegare i suoi poteri contro i romani. Nello scenario impostato dal film, Barabba con la sua rivolta, sarebbe espressione genuina delle istanze del popolo d’Israele, non solo contro i romani, ma contro Erode e i sacerdoti del tempio, accusati di essere scesi a compromessi con i dominatori romani. In questa cornice sono inseriti alcuni episodi della vita di Gesù.  Alcuni sono ben narrati come le tentazioni nel deserto e il discorso sulla montagna,  ma si tratta di singoli tasselli che non riescono a costruire un quadro organico della figura del messia, che risulta come schiacciata dalla cornice storica in cui sono stati inseriti. Il film è stato realizzato negli anni ’60, quando il cinema percepiva con forza il pericolo della televisione e Hollywood cercava di reagire realizzando kolossal in cinemascope come questo, puntando sulla spettacolarità delle scene e l’attrattiva dei protagonisti. Il Gesù impersonato da Jeffrey Hunter, appare come un bel giovane dagli occhi azzurri e se appare ancora convincente nel discorso della montagna, fallisce nel drammatico finale: l’agonia nell’orto degli ulivi è priva di tensione e il racconto della passione, nella ricerca di mantenersi all’interno di confezione elegante, risulta troppo trattenuto. Vengono inoltre saltati alcuni passaggi essenziali, come il momento in cui Pilato consegna ai giudei Gesù, dopo che questi avevano deciso di liberare Barabba. Lo apprendiamo in modo indiretto, in una sequenza dove ancora una volta Barabba che è liberato dalle sue catene, prende la scena.  Anche la sequenza della scoperta del sepolcro vuoto viene svuotata di emozioni a causa  di una  Maria Maddalena che, pur avendo passato la notte all’addiaccio, appare pronta per una serata di gala, ben truccata e con un vestito elegante.

Unico personaggio riuscito fra quelli di fantasia è il centurione Lucio: un soldato di poche parole, ligio al suo dovere e pronto a sconfiggere la ribellione giudaica ma onesto e senza ambizioni, attento ad ascoltare la voce di Gesù. Sarà lui che ai piedi della croce esclamerà: “costui era veramente figlio di Dio!”.

Autore: Franco Olearo


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