SE DIO VUOLE

 
Titolo Originale: Se Dio vuole
Paese: ITALIA
Anno: 2015
Regia: Edoardo Falcone
Sceneggiatura: Marco Martani, Edoardo Falcone
Produzione: Mario Gianani e Lorenzo Mieli per Wildeside con Rai Cinema
Durata: 87
Interpreti: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Laura Morante, Enrico Oetiker, Ilaria Spada, Edoardo Pesce

Tommaso è un ruvido cardiochirurgo, perennemente accigliato, talmente schifato dalle mediocrità altrui da guardare il resto del mondo, compresa la sua famiglia, dall’alto di un piedistallo. Sua moglie Carla è infelice e annega nell’alcool, di nascosto, i dispiaceri di una vita che sembra non avere un senso. Sua figlia Bianca sembra non avere alcuna passione o attitudine: sposata con un immobiliarista spregiudicato ma inetto quanto lei, vive in una casa sullo stesso pianerottolo di quella dei genitori, a cui scrocca la cena tutte le sere. Suo figlio Andrea, introverso e coscienzioso, è l’unico motivo di orgoglio per il padre, deciso com’è a seguirne le orme laureandosi in medicina. Ateo e progressista, Tommaso non si scompone quando inizia a sospettare che suo figlio sia omosessuale e convince il resto della famiglia a mostrargli tutto il suo appoggio: il ragazzo ha annunciato che farà loro un annuncio importantequella sera stessa. Quando però Andrea rivela il suo “segreto”, non è quello che Tommaso si aspetta: il ragazzo comunica alla famiglia di avere sentito la vocazione e di voler entrare in seminario per diventare sacerdote. Apriti cielo…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film sembra debitore di uno stile comunicativo vaticano capace di andare a pescare le pecore più recalcitranti smarritesi nelle periferie esistenziali, asserendo con verità che, più che di tanti discorsi, l’umanità ferita in attesa di Dio ha bisogno di essere guardata e abbracciata
Pubblico 
Adolescenti
Qualche velata allusione sessuale
Giudizio Artistico 
 
Il film abbonda un po’ troppo in “macchiettismi” e rimane reticente sul percorso di alcuni personaggi ma complessivamente riesce a “volare alto”, passando dalla commedia degli equivoci a una sorta di “commedia della rivelazione”

È un sorprendente esordio alla regia quello di Edoardo Falcone, sceneggiatore sodale di Massimiliano Bruno (con cui ha scritto Viva l’Italia, Nessuno mi può giudicare, Confusi e felici), che con Mario Martani, altro scrittore della stessa generazione (una generazione che si è fatta le ossa con la televisione e con i cinepanettoni ma che sulla distanza sta emergendo molto bene), realizza uno dei film più originali e – perché no, coraggiosi – degli ultimi anni. Se Dio vuole affronta un tema dirompente per la commedia italiana contemporanea – il rapporto tra Dio e l’uomo attraverso una chiamata – con molta più serietà di quanto lasci intendere la sua confezione “leggera”. Si parte con una sorpresa, quella della famiglia di Andrea alla notizia che quest’ultimo vuole entrare in seminario, e si continua con una lotta all’ultimo sangue da parte del cocciuto Tommaso contro un’intenzione che gli sembra assurda e frutto di una sbandata, un colpo di testa, un lavaggio del cervello.

Il film, già tenuto vivo dall’interpretazione del sempre più bravo Marco Giallini nel ruolo del medico razionalista che si crede un padreterno (“sono io che salvo le vite e le persone ringraziano me”), decolla con l’entrata in scena di Alessandro Gassman nel ruolo di don Pietro, prete di frontiera con addosso “l’odore delle pecore”. Quando Tommaso scopre che dietro la conversione di Andrea c’è questo bizzarro sacerdote, crederà di poter dimostrare al figlio che la figura affascinante di don Pietro nasconde in realtà un uomo fasullo che non ha niente di buono da offrire, né promesse da mantenere. Quando Tommaso, mentendo sulla propria identità, incontra il prete, lo fa per scoprirne punti deboli, intrallazzi e scheletri nell’armadio da rivelare al figlio. Don Pietro, senza subodorare inganni, si fa conoscere per com’è, coinvolgendo Tommaso nella propria vita tumultuosa al servizio del Vangelo. Il film arriva in porto dopo un’ora e mezza – durata più che giusta per una commedia – con le vele ancora spiegate dopo aver fatto duettare (e duellare) questi antitetici personaggi.

C’è qualcosa di Giovannino Guareschi, certo, nel testa a testa tra il burbero per partito preso e il sacerdote dai modi spicci, ma c’è anche uno sguardo sulla chiesa diversissimo da quello a cui ci hanno abituato le commedie italiane di questi anni (eccetto quelle della coppia Gennaro Nunziante-Checco Zalone, due o tre spanne sopra tutti gli altri) e debitore forse di uno stile comunicativo vaticano capace di andare a pescare le pecore più recalcitranti – almeno così si spera e così auspica il film – smarritesi nelle periferie esistenziali. La commedia diverte, anche se abbonda un po’ troppo in “macchiettismi” e rimane reticente sul percorso di alcuni personaggi (tutti quelli secondari, la moglie e i due figli di Tommaso, lo stesso Andrea, hanno un arco di trasformazione che avrebbe meritato maggiore approfondimento e qualche dettaglio in più). Nonostante i difetti, tutti perdonabili, Se Dio vuole riesce a volare veramente alto, passando dalla commedia degli equivoci a una sorta di “commedia della rivelazione”, asserendo con verità che, più che di tanti discorsi, l’umanità ferita in attesa di Dio ha bisogno di essere guardata e abbracciata. Nel finale, spiazzante almeno quanto il tema del film, molti spettatori potranno perfino emozionarsi riconoscendo le parole del Primo libro dei Re in cui il Signore, che si rivela a Elia, non si palesa come vento impetuoso, né come terremoto, né come fuoco, ma nel mormorio di una brezza leggera.

Autore: Raffaele Chiarulli


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