50 SFUMATURE DI GRIGIO

Titolo Originale: Fifty Shades of Grey
Paese: USA
Anno: 2015
Regia: Sam Taylor Johnson
Sceneggiatura: Kelly Marcel dal romanzo di E.L. James
Produzione: E.L. JAMES, MICHAEL DE LUCA, DANA BRUNETTI PER FOCUS FEATURES, MICHAEL DE LUCA PRODUCTIONS, TRIGGER STREET PRODUCTIONS
Durata: 120
Interpreti: Dakota Johnson, Jamie Dornan, Jennifer Ehle, Luke Grimes, Marcia Gay Harden

La giovane e impacciata universitaria Anastasia Steele conosce l’affascinante miliardario Christian Grey e ne rimane subito affascinata. Anche Christian sembra interessato a lei, la cerca e la corteggia in modo pressante. Anastasia inizialmente pensa ad una "normale" storia d'amore ma Christian le rivela ben presto che i suoi gusti in fatto di sesso sono molto particolari e violenti... Anastasia e' divisa tra l'attrazione e la paura...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Nessun valore in questo film costruito solo per soddisfare curiosità morbose
Pubblico 
Sconsigliato
numerose scene di sesso anche sadomasochistico molto esplicite. Il film in Italia ha un divieto per i minori di 14 anni, ma è sicuramente sconsigliabile per gli adolescenti.
Giudizio Artistico 
 
Kelly Marcel, la sceneggiatrice di Saving Mr. Banks, naviga con una certa sicurezza e benvenuta ironia tra gli innumerevoli cliché del genere romance

Fino a qualche anno fa nessuno avrebbe creduto possibile che una serie di romanzi nati come fan fiction internet di una trilogia fantasy di successo (Twilight, a parere di chi scrive, a sua volta molto lontana da una vera dignità letteraria) sarebbe diventata l’origine di uno dei film più attesi del decennio. Eppure, sostenuto da una campagna pubblicitaria astuta e martellante, questo 50 sfumature di grigio si è trasformato da guilty pleasure per casalinghe (i giornali americani l’avevano ribattezzato mommy porn) in un caso cinematografico che sarebbe facile derubricare come spazzatura se nel frattempo non si fosse trasformato in un fenomeno culturale, facendo diventare sadomasochismo e bondage argomenti di conversazione di gran moda e spostando di un altra tacca il comune senso del pudore.

Al netto del molto sesso, vario e più o meno perverso, presente nella pellicola (senza timore si apparire prude viene da dire che il divieto ai 14 anni italiano è piuttosto generoso), va detto che autori e produttori hanno fatto di tutto per "nobilitare" il modestissimo testo originale (di cui sono rimaste poche imbarazzanti battute sufficienti a capire il livello) con una confezione di sicuro mestiere e due protagonisti volonterosi anche nelle situazioni più improbabili.

Nella prima ora il film (firmato dalla sceneggiatrice di Saving Mr. Banks, Kelly Marcel) naviga con una certa sicurezza e benvenuta ironia tra gli innumerevoli cliché del genere romance, tra viaggi in elicottero, regali costosi, champagne, pianoforti e scene d’amore patinate che ricordano tanto cinema degli anni Ottanta (oltre al più ovvio 9 settimane e mezzo, la regista cita spudoratamente anche Pretty Woman e mille altre pellicole sul modello Cenerentola/Principe Azzurro).

Per gli spettatori più avvertiti le clausole di contratto tra Dominatore e Sottomessa che Mr. Gray propone alla sua bella potrebbero essere fonte di un certo umorismo (par di capire non involontario), mentre il resto sono prestiti e furti più o meno riusciti da romanzi rosa e letteratura romantica (in questo la James non distingue Barbara Cartland da Jane Austen, Charlotte Bronte e Thomas Hardy). Che poi il rapporto tra i due protagonisti più che un romantico interludio si configuri come un complesso rapporto di forze e potere, in cui a tenere “il frustino per il manico” è sempre chi sa dosare meglio offerte e sottrazioni, non lo allontana comunque molto dal tradizionale romance cinematografico condito dal pepe di una sessualità pericolosa e perversa.

            Poi però il film comincia a prendersi sul serio, facendo balenare al protagonista maschile backstory tragiche da manuale (che dovrebbero renderlo agli occhi nostri e dell'eroina supremamente "redimibile" al di là di ogni possibile comportamento violento) e reiterando un conflitto semplicistico (visto che i due protagonisti sono gli unici dotati di contorni precisi e il resto dei personaggi ha un ruolo limitato nell’influenzare le loro scelte) fino ad un epilogo che ha la spudoratezza del cliffhanger da soap opera e la perentorietà della chiusura di capitolo di un romanzo d’appendice.

Autore: Laura Cotta Ramosino


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