HOUSE OF CARDS

Titolo Originale: House of Cards
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: David Fincher, Eric Roth
Sceneggiatura: David Fincher, Eric Roth
Produzione: Media Rights Capital Trigger, Street Productions, Wade/Thomas Productions
Durata: 46
Interpreti: Kevin Spacey, Robin Wright, Kate Mara, Corey Stoll

Francis J. Underwood, portavoce del partito democratico, viene informato che il nuovo Presidente non lo ha selezionato per la carica di Segretario di Stato. Decide quindi di mettere in atto tutti i sotterfugi le manipolazioni mediatiche necessarie per screditare i suoi avversari e risalire in vetta. Sono sue indispensabili alleate la moglie Claire, che si aspetta anch’essa dei vantaggi dal successo del marito e la giornalista Zoe Barnes, disposta a pubblicare tutto ciò che lui vorrà, pur di far carriera con gli scoop che gli fornirà….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
I protagonisti agiscono per motivazioni esclusivamente personali e non hanno scrupoli di utilizzare gli altri per raggiungere propri fini
Pubblico 
Maggiorenni
Turpiloquio, espressioni esplicite su tematiche sessuali, uso di droga, qualche scena di nudo
Giudizio Artistico 
 
La sceneggiatura, con una ricostruzione rigorosa dell’ambiente politico statunitense e con l’impiego di dialoghi particolarmente efficaci, fornisce un valido supporto all’ottima interpretazione di Kevin Spacey e Robin Wright

C’erano una volta, un po’ di decenni fa, film di Hollywood e serial televisivi americani che parlavano soprattutto di amore. Il racconto poteva svolgersi nell’ambiente giornalistico o magari nel periodo della guerra di Corea ma alla fine il tema portante era una solo: un lui e un lei che si conoscevano e dopo varie vicissitudini scoprivano di essersi innamorati l’uno  dell’altra, pronti al matrimonio. In effetti, sembrava che non ci fosse nient’altro di più bello e attraente da raccontare.

Ora  arrivano sempre più spesso dagli Stati Uniti, fiction di contesto. Se si svolgono in ambiente ospedaliero come E.R , o all’interno di una rete televisiva come The News Room o nel mondo della politica come The West Wing o questo The House of Cards, ciò che viene portato in primo piano  è il lavoro professionale in sé, descritto nei suoi meccanismi con il massimo possibile dei dettagli. Certamente si sviluppano anche delle relazioni amorose fra colleghi ma in questa nuova single society, uomini e donne si realizzano soprattutto con il proprio lavoro; i rapporti amorosi servono per ottenere un po’ di compagnia, provare il piacere di stare insieme e non sono mai duraturi. In House of Cards il sesso è spesso usato come mero strumento di baratto per ottenere qualcosa in cambio. L’amore, quello che impegna e coinvolge per tutta la vita, deve essere stato dimenticato in qualche cassetto della scrivania.

Nella sesta puntata della prima stagione di House of Cards,  il presidente deve firmare la nuova legge sull’educazione. Nello stretto spazio della stanza ovale, i tecnici segnano sul tappeto la posizione esatta dove si dovranno posizionare le varie personalità: le più importanti accanto al Presidente, le altre più lontano. Sono provate le inquadrature delle telecamere: nessuno spettatore si accorgerà di questi segni fatti sul tappeto. Questo, come tanti altri particolari che si apprendono man mano che le puntate di House of Cards avanzano, come i retroscena prima degli incontri con il Presidente o le manovre delle lobby in occasione di importanti votazioni al congresso, conferiscono alla fiction un alto tasso di credibilità. E’ uno dei motivi del successo di questa serie  (tre Emmy Awards e  il Golden Globe a Robin Wright); gli altri sono costituiti dalla presenza di due bravissimi attori come Kevin Spacey nel ruolo del protagonista Frank Underwood e Robin Wright nella parte di sua moglie Claire e una sceneggiatura impeccabile, che episodio dopo episodio, mantiene alta la tensione puntando tutto su dialoghi raffinati e spesso manipolativi,  come ci si aspetta  da persone che non dicono mai la verità ma solo ciò che è più opportuno.

Alcune critiche americane hanno aggiunto un altro elemento, particolarmente significativo, che giustifica il successo della fiction:la serie piace perché, fatta la tara su certe situazioni sicuramente eccessive, lo spettatore è convinto che  il mondo della politica si muova proprio secondo le logiche descritte. Lo stesso ex-presidente Bill Clinton ha commentato: “Il 99% delle cose in quella fiction sono vere, l'1% è falso”

Tutto il racconto si regge su di un unico, fondamentale presupposto: ognuno, politico, imprenditore  o giornalista, brama di ottenere qualche cosa, quindi è ricattabile; in questo modo è possibile ottenere in cambio dei favori, garantirsi la fedeltà incondizionata di qualcuno oppure assicurarsi il silenzio di qualche scomodo testimone. Tutto il racconto ruota intorno a  Francis J. Underwood, portavoce del partito democratico che decide di tessere  una trama complessa e insidiosa per vendicarsi della mancata nomina a Segretario di Stato. E’ freddo e sempre lucido nella stesura delle sue trame e il suo cinismo senza limiti gli consente di sfruttare per i suoi scopi, tutte le persone che incrociano la sua strada. Sono molto istruttive le strette correlazioni che vengono evidenziate fra politica e informazione: anche i messaggi giornalistici debbono venir adeguatamente condizionati.

Si  badi bene che non ci troviamo di fronte a un’opera di denuncia: non viene  evidenziato ciò che è male per poi portare avanti l’azione di una persona onesta che riesce a stabilire la giustizia. Viene al contrario descritto un sistema omogeneo dove nessuno è interessato al bene comune (i politici) o alla verità (i giornalisti) ma ognuno agisce al solo scopo di avanzare nel successo personale e se poi solo alcuni vinceranno e tanti perderanno ciò è  l’effetto di una selvaggia  legge di selezione: sarà premiato solo chi saprà essere più spregiudicato e abile degli altri.

L’America è la patria del pragmatismo, ma qui ci troviamo di fronte a un ruthless pragmatism,un pragmatismo spietato. La soluzione di adottare per la messa in scena la quarta dimensione (a intervalli regolari Spacey parla direttamente al pubblico per spiegare le sue trame), se all’inizio può dare fastidio, in realtà è un altro metodo per guadagnarsi la complicità e quindi l’implicita approvazione da parte dello spettatore. 

SKY Atlantic ha terminato la trasmissione della prima serie. In autunno è stata programmata la seconda serie.

Autore: Franco Olearo


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