GOLGOTA

 
Titolo Originale: Golgotha
Paese: FRANCIA
Anno: 1935
Regia: Julien Duvivier
Sceneggiatura: Joseph Reymond, Julien Duvivier
Produzione: ICHTYS FILM
Durata: 95
Interpreti: Harry Baur, Jean Gabin, Edwige Feuillère

La narrazione della Passione di Cristo, dal suo ingresso trionfale in Gerusalemme alla sua resurrezione e incontro con i discepoli in Galilea.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La Settimana Santa vista attraverso la meschinità e l’incomprensione degli uomni: il sinedrio, Giuda, Erode
Pubblico 
Tutti
Giudizio Tecnico 
 
Il regista francese Duvivier mostra una grande perizia nel realizzare un film corale: un film che collezione immagini di grande efficacia ma che non approfondisce il messaggio cristiano

“Ciò che tu voi fare, fallo subito” dice Gesù a Giuda nella sera dell’Ultima Cena. Giuda esce sulla terrazza e sta per allontanarsi ma poi si volta, con il presentimento che nella sala che ha lasciato sta per accadere qualcosa di importante da cui si è autoescluso. Dalla finestra che dà  sulla terrazza Giuda riesce a vedere Gesù circondato dai discepoli: non può sentire la sua voce ma vede i gesti solenni dello spezzare il pane e del bere il calice e porgerlo agli altri. Giuda scende al piano terra, dove vede Maria in serena compagnia con le altre donne. Evita di farsi vedere e si avvia verso il sinedrio tra i viottoli di Gerusalemme.. La ripresa è realizzata con un campo lunghissimo e possiamo vedere tutta la città all’imbrunire:il tempio in lontananza e poche luci che filtrano dalle case.

E’ questa una delle sequenze più suggestive ed originali di questo film del 1935, che inizia con l’entrata trionfale in Gerusalemme e si completa con l’incontro di Gesù resuscitato con Pietro sulla spiaggia del mare di Galilea.

Il film si allinea parzialmente alla tradizione dei film religiosi dell’epoca: non mostrare il volto di Gesù. Non è visto come protagonista assoluto, come avverrà più tardi nei kolossal degli anni ’50, ma, ancora in modo iconografico: una figura solenne alta più di tutti i discepoli, silenzioso e sofferente nei colloqui con Caifa, Pilato, Erode o mentre porta la croce.

Questo racconto della Passione si sviluppa come in un negativo. La Sua persona agita e scuote le forze collettive che gli stanno intorno: il popolo di Gerusalemme, il Sinedrio, i discepoli. E’ particolarmente curata l’evoluzione del pensiero del Sinedrio, il vero, discreto, motore propulsore  degli eventi che si susseguono. Sventato il rischio che venisse acclamato re dalla folla per scelta dello stesso Gesù, si accorgono che la cacciata dei mercanti dal tempo ha finito per gettare discredito su di loro. Decidono quindi di catturarlo con l’inganno, cercando un apostolo disposto a tradirlo. Appena avuta la certezza che Giuda potrà adempiere a questo scopo, vanno da Pilato per garantirsi un consenso preliminare per gli eventi che sarebbeo accaduti il giorno successivo. Catturato Gesù, di fronte alle incertezze di Pilato, iniziano a prezzolare la folla perché sostenga la proposta della crocifissione. A quel punto, di fronte a un Gesù sanguinante che trascina la croce  per le strade di Gerusalemme, si risveglia l’animo più oscuro della folla anonima che lo insulta e lo percuote, capace solo di comprendere chi ha vinto e chi è il perdente.. Sul Calvario, di fronte alle tre croci ormai erette, due sacerdoti possono concludere: “qualche donna e un contadino: ecco quel che gli resta.”

Realizzato in Algeria con oltre 20.000 comparse, il film ha il respiro grandioso dei campi lunghi e delle scene di massa. La poderosa porta d’ingresso in Gerusalemme, la mole maestosa  del tempio contrastano con il brulicare scomposto della  folla  con scene degne di Intolerance-1916 di D. W. Griffith.

Julien Duvivier mostra una grande padronanza del mezzo cinematografico e alterna i campi lunghi dove la folla è vista come un anonimo fiume in movimento ai primi piani dei loro volti, per darle vita e personalità. La cinepresa non è mai statica ma carrella veloce sulla folla in movimento enfatizzando l’esaltazione concitata di quegli uomini.

Jean Gabin veste i panni di un pragmatico Ponzio Pilato, iniziando con questo film una lunga collaborazione con Duvivier che culminerà con il film che garantirà a entrambi un ampio successo di pubblico: Il bandito della Casbah-1937.

Bravissimo Harry Baur nella parte di Erode:non un re-caricatura come si è visto in tanti film più recenti, ma un re cosciente del proprio potere con il pieno controllo dei suoi sudditi..Nella sua logica utilitaristica, se Gesù è un taumaturgo, deve mostrargli un miracolo sul momento; altrimenti sarà solo un millantatore. Cogliamo l’occasione per ricordare che Harry Baur, durante l’occupazione nazista della Francia, fu imprigionato perché accusato di essere ebreo. Torturato, fu poi rilasciato ma morì pochi mesi dopo per le ferite subite.

Golgota non è un film che approfondisce il messaggio cristiano mostrando la diffusione dei lieto annuncio e il racconto della Passione è allineata alla  iconografia classica.

 Ma  certe scene di massa: l’ingresso di Gesù a Gerusalemme, la cacciata dei mercanti dal tempio, la folla che si accalca intorno a Ponzio Pilato, sono difficili da dimenticare

Il film è disponibile in DVD in italiano

Autore: Franco Olearo


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