SOMETHING GOOD

Titolo Originale: Something Good
Paese: Italia, Cina
Anno: 2013
Regia: Luca Barbareschi
Sceneggiatura: Anna Pavignano, Francesco Arlanch, Luca Barbareschi
Produzione: Luca Barbareschi per Casanova Multimedia con Rai Cinema
Durata: 111
Interpreti: Luca Barbareschi, Zhang Jingchu, Kenneth Tsang, Gary Lewis.

Matteo Valli è un trafficante internazionale di cibo adulterato, un cinico esperto del settore che permette alle multinazionali di speculare sulla vendita, nei quattro angoli del globo, di cibo contaminato. Dopo aver salvato rocambolescamente una partita di pesce radioattivo, e aver mandato a monte l’operazione di polizia destinata a incastrarlo, Matteo viene promosso: il mellifluo signor Feng, capo della multinazionale omonima spargitrice di veleni, gli promette il posto di amministratore delegato del proprio gruppo aziendale, dopo che avrà portato a termine una rischiosa missione che riguarda la vendita di latte in polvere destinato alle missioni africane. Matteo cambia identità, si trasferisce a Hong Kong e porta avanti brillantemente l’operazione, finché non scopre di essere finito in un intrigo di cui è solo una pedina. L’unica persona di cui può fidarsi è una giovane ristoratrice con cui ha fatto amicizia, ma che serba in cuore un lutto legato proprio all’attività di Matteo.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una love story che non è solo un espediente narrativo ma dice qualcosa di molto vero e di molto profondo sul vero amore, quello che redime.
Pubblico 
Maggiorenni
Una scena sensuale e due scene violente
Giudizio Artistico 
 
La regia asciutta, priva di velleità e vezzi, conduce in porto il film, che può contare su una confezione di alto livello. Barbareschi ha la faccia giusta e le physique du role per dare credibilità al personaggio del gaglioffo internazionale

Ogni volta che ci sediamo a tavola e mettiamo in bocca del cibo, compiamo un atto di fede. Questo è l’assunto da cui parte il romanzo Mi fido di te di Francesco Abate e Massimo Carlotto, da cui è tratto questo atipico noir italo cinese, non facilmente incasellabile nell’ambito del cinema italiano sia per l’argomento trattato (le frodi alimentari internazionali), sia per l’ambientazione (solo una scena italiana, nel porto di Gioia Tauro), sia per l’impegno con cui si muove in un terreno – quello dei generi – su cui i nostri autori poco si arrischiano. Timoniere dell’operazione, riuscita, è Luca Barbareschi, qui nelle quadruplici vesti di produttore, sceneggiatore (con Anna Pavignano e Francesco Arlanch), regista e attore. Barbareschi ha la faccia giusta e le physique du role per dare credibilità al personaggio del gaglioffo internazionale (il film, non a caso, dimostra più di una somiglianza con The International del tedesco Tom Tykwer, in cui l’attore italiano aveva un piccolo ruolo).

La regia asciutta, priva di velleità e vezzi, conduce in porto il film, che può contare su una confezione di alto livello, dove spicca la presenza come costumista della pluripremiata all’Oscar Milena Canonero. Più che sulla trama thriller (chi ci sia a capo del complotto si capisce in pochi scambi di sguardi tra i subdoli personaggi), spicca in sceneggiatura l’idea del sovvertimento delle regole del noir: se nel noir classico la donna fatale usa le debolezze di un uomo più o meno onesto, trascinandolo con lei alla dannazione, qui – al contrario – un uomo disonesto è condotto da una donna alla redenzione. In un incontro inaspettato, insomma, esiste la possibilità di un cambiamento di vita, in meglio. In questo caso, insomma, la love story non è solo un espediente narrativo ma dice qualcosa di molto vero e di molto profondo sul vero amore, quello che redime. Anche questo, nel cinema italiano, non si vede spesso.

Autore: Raffaele Chiarulli


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