MODERN FAMILY - Seconda stagione

Titolo Originale: Modern Family
Paese: USA
Anno: 2009
Sceneggiatura: Christopher Lloyd e Steven Levitan
Produzione: 20th Century Fox
Durata: dal 2010 in Italia sul canale Fox
Interpreti: Ed O'Neill, Sofia Vergara, JUlie Bowen, Ty Burrell, Jesse Tyler Ferguson, Eric Stonestreet

La serie televisiva ruota attorno a tre distinti nuclei familiari: Jay Pritchett non più giovane, sposato con la esuberante colombiana Gloria, entrambi al loro secondo matrimonio; Claire, sua figlia, è sposata con Phil ed hanno tre figli, fra cui due scatenate adolescenti. Infine ci sono Mitchell, il figlio di Jay e il suo compagno Cameron che convivono con Lily, la bambina vietnamita adottata.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Molto affetto circola fra i componenti delle tre famiglie fra di loro però non c'è il vero cercare il bene dell'altro, quanto piuttosto il cercare di non urtarlo, di non offenderlo nei suoi condizionamenti caratteriali. La psicoanalisi è l'unico metodo interpretativo dei nostri atti
Pubblico 
Pre-adolescenti
Può destare una certa perplessità da parte dei più piccoli la situazione di Lily, una piccola bambina vietnamita adottata da due uomini. L'ipotesi presentata nella sit com è comunque irreale, perché il governo vietnamita vieta l'adozione di bambini ai singoli o alle coppie omosessuali
Giudizio Tecnico 
 
La sceneggiatura riesce sempre a trovare spunti umoristi nelle situazione più ordinarie di una famiglia, grazie anche alla bravura di tutti i protagonisti

Perché il titolo di Modern Family? In che cosa le tre famiglie di questa sit com della Twenty Century Fox sono moderne?

Se Claire e Phil con i loro tre figli appaiono assolutamente normali,  Jay e la colombiana Gloria, più giovane di lui di più di dieci anni, sono entrambi al loro secondo matrimonio e infine Mitchell e Cameron sono una coppia gay che ha adottato una bambina vietnamita.

Si potrebbe pensare che queste “moderne particolarità” sono state inserite per avere spunti di tensione, alti e bassi utili per per trovare nuovi motivi di interesse puntata dopo puntata, ma niente di tutto questo.

Le tre famiglie sono colte nelle piccole cose di ogni giorno e gli eventi intorno ai quali si sviluppano le puntate fanno parte del più ordinario calendario familiare: la festa di Natale, il Thanks Giving day, Halloween, il primo ballo a scuola, il compleanno ora di Claire ora della piccola Lily, la vendita della vecchia macchina…

Con grande abilità, intorno a questi eventi, grazie anche alla bravura dei personaggi, si creano situazioni di tensione o di incomprensione iniziale (mai drammatiche, anzi piene di spunti comici) che poi si concludono a fine episodio con un abbraccio e con il rinnovo degli affetti familiari.

La dialettica fra i personaggi è costruita intorno a particolarità caratteriali ben definite. Phil è un uomo non particolarmente dotato, un insicuro maldestro che cerca sempre di farsi coraggio; Claire è una donna decisa e fattiva che ci tiene a dare un’educazione severa alle sue due figlie adolescenti, salvo poi scoprire che proprio lei da ragazza non si è comportata in modo particolarmente esemplare; Gloria è una colombiana dal sangue caliente, sempre pronta a prendere fuoco, mentre Jay suo marito, che è anche il padre di Claire e di Mitchell, ha la compostezza della sua età e fa del suo meglio per stare dietro all’esuberanza della giovane moglie.

In tutti gli episodi Freud la fa da padrone: ogni personaggio ha qualche insicurezza contratta nel periodo giovanile, qualche fragilità che riemerge periodicamente ma che poi si appiana solo grazie all’aiuto dei familiari.

L’obiettivo della serie, che ha vinto finora 11 Emmy Award su 31 candidature,  sembra proprio quello di dimostrare che le modern family poco o nulla hanno da invidiare alla solidità e alla ricchezza di affetti di quelle passate.

In modo simile un’altra serie, Glee, attualmente pervenuta alla sua terza stagione, sta cercando di imporre un nuovo standard di comportamento familiare e adolescenziale ma la sua posizione è decisamente più ideologica e distruttiva.

Se Glee non mostra di credere al valore della fedeltà coniugale, Modern Family la difende espressamente: nell’ottava puntata Mitchel e Cameron aiutano ad avvicinare due anziani che sembrano desiderosi di incontrarsi ma quando scoprono che uno dei due è già sposato, desistono dall’iniziativa. Alla festa di Halloween (puntata 6) Claire e Phil si ritrovano dopo aver litigato e quando Claire gli esprime la certezza che resteranno sempre insieme, Phil domanda: “è una promessa?” Claire risponde: “lo lo voglio”, dando una bella dimostrazione dell’aspetto volitivo e progettuale dell’amore.

Un discorso specifico merita il tema dell’omosessualità: nei molteplici episodi in cui il tema è trattato, Glee si mostra infarcito della disumana teoria dei generi: in una puntata della seconda stagione di Modern Family, Mitchel confida al padre il dilemma che ha con il suo compagno: debbono decidere chi dei due continuerà a lavorare e chi resterà a casa, con funzioni più femminili, a badare alla bambina. Jay ricorda al figlio che qualunque sia la decisione che prenderanno, entrambi restano comunque degli uomini.

I due omosessuali sono ritratti nello loro piccole manie, a volte nevrastenie, probabilmente per rendere le situazioni più comiche ma ciò ha innescato le reazioni delle comunità gay americane che hanno considerato il personaggio di Cameron troppo caricaturalmente affettato. Si sono inoltre lamentate del fatto che Mitchel e Cameron non vengono mai ritratti mente si scambiamo affettuosità (ad essere onesti anche i baci fra gli etero sono molto rari in questa fiction): in seguito a queste polemiche è stata prodotta la seconda puntata della seconda stagione, intitolata appunto the kiss, dove tutti i parenti al completo invitano il timido Mitchel ad avere il coraggio a dare un bacio in pubblico al suo compagno.

Il tema della fede è trattato nella terza puntata: se Glee aveva una posizione apertamente atea, Modern Family ha un atteggiamento che potremmo definire bipartisan: Jay decide di non andare più in chiesa perché preferisce “pregare Dio nella natura” e invita il suo figliastro Manny a fare altrettanto. Il sodalizio dura poco perché alla dichiarazione di Jay: “l’inferno non esiste” il ragazzo lo incalza con estremo rigore logico e quando Jay si arrende confessando che la sua è solo una teoria, Manny ritorna dalla mamma ormai convinto che bisogna andare a messa.

I rapporti di Claire e Phil con Haley, la loro irrequieta figlia adolescente, sembrano al contrario improntati alla “modernità”: Phil sa che la figlia riceve il fidanzato di sera al piano di sopra in camera sua ma preferisce non intervenire.

Possiamo concludere che la rassicurante proposta di riconoscimento delle nuove forme di unione familiare risulta valida e convincente?
Andando un po’ indietro nel tempo torniamo per un momento a un’altra famiglia televisiva, quella dei Cunningham di Happy Days (iniziata nel 1974): si parlava, soprattutto nelle prime serie, della progressiva maturazione dell’adolescente Richie. Fra molti errori e ingenuità ma sempre con il sostegno della famiglia e la solidarietà dei compagni, Richie, puntata dopo puntata, scopriva valori importanti: a volta imparava che bisogna sempre dire la verità, a volte che ha la forza di rinunziare al sabato sera per dare una mano al padre in negozio…

Anche Happy days ci proponeva una famiglia ritratta nei piccoli avvenimenti di ogni giorno ma venivano posti in evidenza alcuni valori oggettivi, essenziali per la maturazione di un adolescente.

In Modern Family ci viene invece presentata una umanità sostanzialmente fragile, sempre pronta ad andare su lettino dello psicanalista; dove ognuno cerca non il bene ma quello che ritiene sia il proprio bene secondo criteri personali; non ci sono valori assoluti da condividere se non il rispetto degli altri verso il proprio comportamento e la vicinanza affettuosa e acritica dei propri familiari.  Non ci sono comportamenti giusti o sbagliati perchè ogni nostro atto trova giustificazione nella psicoanalisi.  La psicoanalisema

Autore: Franco Olearo


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