L'ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE (Laura Cotta Ramosino)

 
Titolo Originale: Rise of the planet of the Apes
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Rupert Wyatt
Sceneggiatura: Amanda Silver e Rick Jaffa ispirata al romanzo di Pierre Boulle
Produzione: Chernin Entertainment/Twentieth Century Fox Corporation
Durata: 107
Interpreti: James Franco, Freida Pinto, Andy Serkiss, John Lithgow

Will Rodman è un giovane e brillante ricercatore che usa le scimmie per sperimentare un rivoluzionario farmaco contro l’Alzheimer, di cui soffre anche suo padre. Nonostante i buoni risultati iniziali la sperimentazione viene sospesa, ma Will riesce a salvare un cucciolo che nel ventre materno ha subito delle mutazioni genetiche e che ben presto dimostra un’intelligenza eccezionale. Cesare, così viene chiamato, vive con Will e diventa uno di famiglia finché, a causa di un’occasionale reazione violenta, viene chiuso in un una prigione dove sperimenta la crudeltà dell’uomo e la schiavitù dei suoi simili. A questo punto Cesare è pronto per scatenare un’inimmaginabile rivoluzione…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
IL film offre molti elementi di riflessione sia nel senso della meditazione esistenziale che dell’etica della scienza anche se non sempre le risposte a tali meditazioni si concludono positivamente
Pubblico 
Adolescenti
Per alcune scene violenti
Giudizio Artistico 
 
La pellicola, che a un certo punto, tra scimmie in fuga e visus letali in circolazione, perde un po’ la traiettoria, offre però molti elementi di riflessione

Prequel di un film del 1968 (Il pianeta delle scimmie) ancora conosciuto e amatissimo, dove due astronauti di ritorno da un missione spaziale si trovavano su una terra del futuro dove la razza dominante erano i primati anziché l’uomo, questa pellicola torna indietro nel tempo e mette le basi (la conclusione aperta lascia prevedere seguiti) per ricostruire la saga dall’inizio.

La storia segue la progressiva “presa di coscienza” (se così si può chiamare) del futuro leader delle scimmie, Cesare, scimpanzé dal nome shakespeariano (datogli dal padre di Will) che ben avrebbe potuto chiamarsi Spartaco, per come lo vediamo progressivamente scoprire la fratellanza con i suoi simili, realizzarne lo stato di schiavitù e decidere di ergersi a loro liberatore.

Dall’altro lato c’è Will, ricercatore di belle speranze pronto a forzare il protocollo scientifico per mettere a punto una cura rivoluzionaria spinto da motivi personali (la malattia paterna) che potranno forse suonare un cliché hollywoodiano (anche se  le stesse caritatevoli intenzioni vengono utilizzate per giustificare pratiche eticamente discutibili come la ricerca sugli embrioni) ma che danno alla storia una profondità affettiva che la solleva del semplice apologo morale.

La pellicola, che a un certo punto, tra scimmie in fuga e visus letali in circolazione, perde un po’ la traiettoria, offre però molti elementi di riflessione  sia nel senso della meditazione esistenziale che dell’etica della scienza.

Il percorso di evoluzione accelerato di Cesare, infatti, che culmina con l’acquisizione del linguaggio più che con la camminata eretta, passa attraverso le domande distintive della coscienza umana “Chi sono? Per che cosa sono fatto?”, da cui discendono naturalmente la spinta verso la solidarietà con i simili, ma anche la coscienza della propria irriducibilità all’uso da parte di un altro, si presenti esso come creatore o padre o porti avanti le più nobili motivazioni.

Tradito e abbandonato dal suo “padrone”, Cesare trova la sua identità nell’appartenenza alla sua specie, ma conserva, per ora, il rispetto per la vita umana (impedisce ai suoi di uccidere uno dei guardiani), anche se uno dei primi gesti delle scimmie liberate (in una non involontaria parodia del dettato scritturale) è proprio l’uccisione dell’uomo oppressore. Il primo strumento afferrato dalla scimmia eretta è uno strumento di morte, il che non può che spingerci ad interrogarci su come e se questa evoluzione intellettiva si accompagni con l’acquisizione di un senso morale.

D’altra parte non possiamo non pensare che le straordinarie capacità di Cesare, la sua intelligenza, ma anche la sua “pietà” nei confronti delle altre scimmie sofferenti, non siano solo il prodotto della genetica, ma anche degli anni spesi accanto a Will e a suo padre, dell’affetto e degli insegnamenti che ha ricevuto.

Autore: Laura Cotta Ramosino


Share |